***RECENSIONE*** Stranger Things

Stranger things bannerStranger Things non è certo una serie innovativa, non racconta certo una storia mai sentita prima d’ora, come è accaduto, invece, con Sense8, ma in comune col “fratello maggiore” ha quell’inspiegabile capacità di prenderti, di entrarti dentro e tenerti incollata alla TV, rendendoti una sorta di drogata che è sempre alla ricerca dell’ennesima dose. Insomma, mamma Netflix ha dato alla luce un altro piccolo capolavoro.

La storia è piuttosto semplice e lineare, per alcuni versi l’ho trovata anche scontata nella parte in cui strizza l’occhio agli esperimenti governativi americani che poi gli sfuggono di mano e gli si ritorcono puntualmente contro. Ma l’impianto narrativo è assolutamente scevro di qualsivoglia difetto. Già il fatto di consegnare un’intera serie nelle mani di un gruppo di ragazzini ha un non so che di folle, ma al tempo stesso di affascinante. Mike, Dustin, Lucas, Eleven e Will si rivelano all’altezza della sfida e, se posso essere un po’ cattivella, a mio parere sono degli attori migliori di molti colleghi più “maturi”. Questo gruppetto di nerd vivrà la più assurda ed insensata avventura della propria vita, passando dallo scantinato di Mike dove spendevano le serate a giocare a Dungeons and Dragons, a lottare contro qualcosa di oscuro e di incomprensibile. Sarà grazie  alla loro apertura mentale che salveranno l’amico: quell’innocenza e quel candore della pre – adolescenza, in cui non si guarda tutto con scetticismo, ma al contrario si è consapevoli che al mondo può esistere di tutto. Legati da una profonda amicizia e da un’intensa fiducia, capiscono subito che l’unico modo per vincere contro l’ignoto è restare uniti e credere nella propria impresa. Il rapporto che si crea tra loro ha qualcosa di magico.

La migliore in assoluto si è rivelata Millie Bobby Brown che, nei panni di Eleven, ha raggiunto un’intensità ed una credibilità paragonabili a quelle della più anziana compagna d’avventura Winona Ryder, assolutamente magistrale nel ruolo della madre disperata, ma mai rassegnata. La forza con cui ha sempre lottato, la caparbietà con cui si è ribellata a chiunque le mettesse i bastoni fra le ruote, lo straziante coraggio che l’ha portata a credere all’incredibile, sono stati i tratti caratteristici di un personaggio molto profondo e ricco di sfaccettature.

    

Accanto alle due, un micro cosmo di personaggi molto ben studiati e caratterizzati, anche se stereotipati. Come Hopper, che all’apparenza è il solito capo di polizia fannullone e tendenzialmente alcolizzato, ma che poi rivela un’indole combattiva che, per l’amore della verità, lo porterà a schierarsi dalla giusta parte. I genitori di Mike, che rappresentano al meglio la classica coppia anni ’80, annoiati, distratti, così attenti all’apparenza da perdersi la vita dei figli. E poi i liceali e i triangoli amorosi, le scaramucce, le scazzottate, i primi amori. Il tutto in un contesto idealizzato e romantico, in un periodo in cui ancora esisteva il coprifuoco, ma il fidanzato si arrampicava dalla grondaia e passava la notte nella stanza dell’amata, senza che i super apprensivi genitori si accorgessero di nulla.

Ma io dico, solo a casa mia chiamano carabinieri, polizia e protezione civile se trovano una stanza chiusa a chiave? 😛

Ma qual è il punto di forza di questa serie? La risposta è semplice: il fatto che essa rappresenta un tributo, per nulla velato, ad un periodo di cui tutti sentiamo una profonda mancanza. Un periodo in cui gli odierni spettatori erano ragazzini spensierati, mentre gli adulti erano giovani speranzosi. Un periodo in cui tutto sembrava più facile, più bello, ma soprattutto possibile. Vi sfido a guardare la serie e a non ritrovarvi a sorridere alla vista dei walkie talkie, a non provare una fitta di nostalgia per le giornate passate all’aperto o in casa di un amico a giocare a Dungeons and Dragons. “Non ho mai più avuto amici come quelli che ho avuto a 12 anni”, quanti di noi non l’hanno pensato? Per quanti questa non è altro che la semplice verità? La consapevolezza di un periodo spensierato, ormai andato, in cui si credeva che davvero tutto fosse possibile. Vi sfido a guardarla e a non sentire la mancanza di quei tempi. Potrà anche farvi schifo, ma il sorriso si dipingerà sulle vostre labbra ad ogni richiamo alla vostra infanzia.
Il tributo ad alcuni dei più amati film degli anni ’80 è palese, i capolavori a cui la serie strizza l’occhio vanno da E.T. ad Alien, passando per i Goonies. Per quelli di voi che l’hanno già vista, allego sotto un video meraviglioso trovato in rete che mette in evidenza tutti i parallelismi (per chi non avesse ancora visto la serie potrebbe trattarsi di uno spoilerio vi ho avvisati).
E se qualcuno parla di copia, di plagio, di mancanza di originalità, non credetegli, date una possibilità a questa serie e ricordate che quello che conta è ciò che una serie ci trasmette, per i capolavori capaci di impressionare tutti poi ci attrezzeremo.
Enjoy.

_Fra_



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